Spett. Redazione di Repubblica,
Mi chiamo Giuseppe D'Agostino, ho 42 anni e vivo a Palermo. Sono laureato in Fisica e sono uno dei tanti "fortunati" che aspetta da anni una Cattedra in una delle Scuole Superiori di questo nostro "Bel Paese".
Ho appreso oggi dalle pagine del Vostro Giornale, che il Presidente del Consiglio Berlusconi è indispettito con i telegiornali della Rai perché, a suo dire, diffonderebbero (cito testualmente) "ansia e preoccupazione".
Devo dire che la cosa mi ha lasciato alquanto sorpreso, e non tanto per una ragione meramente giornalistica, quanto perché mi son chiesto quali curiose preoccupazioni abbia il nostro Premier.
Perché le mie, sarò strano, non hanno nulla a che vedere con la televisione, né con i telegiornali, ma con cose molto più "terra terra", a questo punto forse sconosciute all'Onorevole Berlusconi.
Sono ansioso e preoccupato quando penso che sono un insegnante precario da 13 anni, e che grazie alla Riforma Gelmini, ora lo resterò ancora molto a lungo.
Sono ansioso e preoccupato quando guardo la mia laurea in Fisica appesa al muro e penso che oggi non vale più nemmeno la carta su cui è stampata.
Sono ansioso e preoccupato quando guardo il viso dei miei due figli (6 anni la prima, 7 mesi il secondo) e penso che non ho un futuro da prospettargli.
Sono ansioso e preoccupato quando guardo mia moglie, ex precaria dell'Università, che non lavora da cinque anni.
Sono ansioso e preoccupato quando guardo il mio conto in banca e penso che a 42 anni (una laurea, un master, due abilitazioni all'insegnamento e una specializzazione in didattica della Fisica) sono appena al di sopra della cosiddetta soglia della povertà.
Sono ansioso e preoccupato quando vedo che i miei due genitori non arrivano alla fine del mese con l'esigua somma delle loro pensioni.
Come vede, Onorevole Berlusconi, io ho tanti fondati motivi per essere "ansioso e preoccupato" ma nessuno lo traggo dalla visione dei telegiornali, né dall'influsso della televisione, a Lei invece tanto cara.
Io mi limito, mi scusi l'umiltà, a cercare di guardare un altro programma ben diverso: la vita di un meridionale laureato senza raccomandazioni né Santi in Paradiso.
Vorrei che fosse una fiction o il servizio di un Tg, ma purtroppo è la vita che vivo ogni giorno.
Mi piacerebbe, anche solo per un attimo, che l'On. Berlusconi si rendesse conto della realtà "vera" e non di quella "televisiva". Anche perché lui la preoccupazione di arrivare a fine mese non ce l'ha.
Dott. Giuseppe D'Agostino
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