AMELIA 7: Punito due volte senza colpe da Balotelli e Ibra, sbriga con sicurezza da Nazionale tutto il resto, dicendo no ad un tiro ravvicinato dello svedese nel primo tempo e dando serenità alla difesa durante i pochi attacchi nerazzurri nel secondo. Se c'è uno che merita l'Europa è lui.
CASSANI 6,5: Asfaltato da Maxwell nell'allucinante primo tempo, entra in partita solo all'inizio della ripresa, spostato da Ballardini a centrocampo nel 3-4-3 ridisegnato dal tecnico. Da lì in poi qualche tifoso dell'Inter avrà pensato che Maicon si fosse improvvisamente ripreso dall'infortunio e che si fosse però divertito a giocare con la maglia del Palermo. Mezzo voto in più per l'assist “chirurgico” per Cavani in occasione del primo gol.
CARROZZIERI 5,5: Sconcertante il modo in cui si fa uccellare da Balotelli in occasione del primo gol. E non è l'unico errore del gigante rosanero, che per tutto il primo tempo soffre la mobilità e la vivacità del giovane avversario, che non gli dà punti di riferimento chiamandolo spesso fuori posizione. L'ingresso di Bovo e il passaggio “a tre” dietro gli dà finalmente quella sicurezza che cercava, e nella ripresa torna ad essere il solito implacabile martello, non sbagliando più nulla e anzi dando lui scosse psicologiche ai compagni.
KJAER 5,5: L'effetto San Siro si fa sentire anche per uno come lui che sembra avere il Paraflù nelle vene. Simon infatti affronta in singolar tenzone Sua Maestà Zlatan, che gli infligge una dura lezione soprattutto nella prima mezz'ora di gara. Anche lui, come Carrozzieri, si giova dell'ingresso di Bovo per riacquistare sicurezza. Ma nel finale rischia il pasticciaccio, entrando da dietro in area di rigore su un'incursione di Santon. Una giovanile follia che non ha pagato dazio solo per l'inesperienza dell'imberbe nerazzurro, che è rimasto in piedi: un altro giocatore più esperto si sarebbe certamente buttato subito, e ovviamente (essendo l'Inter) l'arbitro il rigore l'avrebbe dato.
BALZARETTI 6,5: Vedi Cassani. Annientato dal suo dirimpettaio nel primo tempo (...a proposito, occhio a questo Santon, è un predestinato...) torna prepotentemente protagonista nel secondo, dopo il suo spostamento a centrocampo. Rispetto a Cassani, nella disgraziata prima parte di gara ha cercato di lottare un po' di più.
LIVERANI 5: Gioca solo 25 minuti e poi si fa male al tendine d'Achille. Fino a quel momento sullo schermo radar di San Siro non si avevano avuto tracce di lui, annichilito dal pressing altissimo delle furie interiste e minimamente aiutato dai compagni di reparto.
(BOVO 6: Una compressa di aspirina per una difesa più che febbricitante. Il centrale romano entra in campo mentre infuria la bufera e ci mette subito lo spirito giusto, senza ricami o inutili orpelli. Sostanza, precisione e tanta concentrazione. Proprio quello che serviva agli storditi compagni di reparto).
MIGLIACCIO 5: Incrocia i guantoni con Muntari. E le prende di santa ragione. Fallo da rigore compreso. Per un tempo sembra di rivedere Rocky picchiato selvaggiamente da Apollo Creed. Nell'intervallo Ballardini si trasforma in un allenatore di boxe e getta la spugna, decretandone il ko tecnico e lasciandolo negli spogliatoi. Decisione più che azzeccata.
(BRESCIANO 7: Il granellino di sabbia che fa grippare il lucente motore interista. L'australiano si traveste da guastatore e comincia a vivisezionare il centrocampo avversario con tagli e inserimenti continui, come se avesse non gli scarpini ma dei cingoli. Si ritrova accanto il compagno di merende parmensi Simplicio, e come d'incanto riacquista la voglia di essere decisivo. Imbarazzante vedere uno come Vieira ridicolizzato in quel modo. L'erba di San Siro, per lui, è sempre la più verde).
NOCERINO 5,5: Zanetti è giocatore esperto e atleta di valore, e l'ex juventino va subito in debito d'ossigeno cercando di frenare il capitano della nazionale “albiceleste”. Travolto dalla marea nerazzurra cerca di tenere botta a suo modo, riconquistando palla e cercando di far alzare un po' la squadra quando Ballardini lo sposta al centro al posto di Liverani. Un compito che gli riesce solo a tratti, finchè un infortunio muscolare lo mette definitivamente fuori gioco. Speriamo rientri presto.
(SUCCI 7: La classe operaia finalmente va in Paradiso. Per lui, che doveva giocare in Lega Pro con il Ravenna, la soddisfazione di un gol storico a San Siro, di quelli da raccontare un giorno ai nipotini davanti al fuoco. Oltre al gol, con allegata magra figura per Chivu, tanto movimento e tanti palloni giocati in modo lucido e concreto. L'altra variabile impazzita, sfuggita ai calcoli matematici dell'uomo di Setubal).
SIMPLICIO 6: Totalmente invisibile per i primi 45 minuti, giganteggia per tutta la ripresa spostandosi in mezzo al campo a supporto di Bresciano. Rinfrancato dallo spostamento all'indietro davanti alla difesa, il brasiliano comincia a sfuggire come un'anguilla al pressing nerazzurro e diventa il vero supporto su cui si appoggiano gli attacchi rosanero.
CAVANI 6,5: Sembrava una di quelle giornate, l'ennesima, in cui eravamo rassegnati a smoccolare per novanta minuti appresso alle sue giovanili ubbie. Ma d'improvviso, un fulmine a ciel sereno: una legnata terrificante da trenta metri calciata quasi da fermo, che obbliga Toldo ad una deviazione da campione. Da lì in poi il Matador ha messo il turbo, e per la difesa interista si è fatta notte fonda.
MICCOLI 7,5: Pregasi vedere e rivedere il gesto atletico e tecnico ai limiti dell'umano con cui ha rimesso al centro la palla per il gol di Succi. Già da solo quello basterebbe a giustificare il voto. Ma oltre a quello ha fatto tanto altro. La settimana scorsa scrissi che mi auguravo che avesse tenuto qualche colpo in canna per stupire San Siro: avevo ragione.
All. BALLARDINI 6: Nel primo tempo il suo Palermo si schianta contro l'Inter come un moscerino contro il parabrezza di un Tir. Il suo collega portoghese per 45 minuti gli dà una severa lezione di tattica, dominando la gara in ogni zona del campo. Poi, costretto anche dagli infortuni, sceglie il “pazzo” 3-4-3 e ribalta totalmente le carte sul tavolino del Meazza. E diventa improvvisamente lui lo “Special One”. L'apporto di Bresciano lo aiuta nel suo piano strategico, e la volontà di ferro del “soldato Succi” completa l'opera. Una bella soddisfazione, ma gli errori del primo tempo devono essere un monito per il futuro (leggi Milan).
INTER (4-3-1-2): Toldo 6; Santon 6,5, Cordoba 6,5, Chivu 5, Maxwell 6,5 (Crespo sv); J.Zanetti 6, Cambiasso 6, Muntari 6 (Figo sv); Stankovic 5; Ibrahimovic 6,5, Balotelli 6,5 (Vieira 4,5); All. Mourinho 5.
ARBITRO RUSSO di Nola 6: Era la prima volta che dirigeva l'Inter nella sua carriera, e non nascondo che la cosa mi preoccupava parecchio. Un arbitraggio poco casalingo avrebbe potuto anche compromettergli la carriera. Invece il fischietto campano ha diretto in modo equilibrato e preciso, con l'unico problema che non ha dato all'Inter il rigore che c'era e gli ha dato forse quello che non c'era.
CASSANI 6,5: Asfaltato da Maxwell nell'allucinante primo tempo, entra in partita solo all'inizio della ripresa, spostato da Ballardini a centrocampo nel 3-4-3 ridisegnato dal tecnico. Da lì in poi qualche tifoso dell'Inter avrà pensato che Maicon si fosse improvvisamente ripreso dall'infortunio e che si fosse però divertito a giocare con la maglia del Palermo. Mezzo voto in più per l'assist “chirurgico” per Cavani in occasione del primo gol.
CARROZZIERI 5,5: Sconcertante il modo in cui si fa uccellare da Balotelli in occasione del primo gol. E non è l'unico errore del gigante rosanero, che per tutto il primo tempo soffre la mobilità e la vivacità del giovane avversario, che non gli dà punti di riferimento chiamandolo spesso fuori posizione. L'ingresso di Bovo e il passaggio “a tre” dietro gli dà finalmente quella sicurezza che cercava, e nella ripresa torna ad essere il solito implacabile martello, non sbagliando più nulla e anzi dando lui scosse psicologiche ai compagni.
KJAER 5,5: L'effetto San Siro si fa sentire anche per uno come lui che sembra avere il Paraflù nelle vene. Simon infatti affronta in singolar tenzone Sua Maestà Zlatan, che gli infligge una dura lezione soprattutto nella prima mezz'ora di gara. Anche lui, come Carrozzieri, si giova dell'ingresso di Bovo per riacquistare sicurezza. Ma nel finale rischia il pasticciaccio, entrando da dietro in area di rigore su un'incursione di Santon. Una giovanile follia che non ha pagato dazio solo per l'inesperienza dell'imberbe nerazzurro, che è rimasto in piedi: un altro giocatore più esperto si sarebbe certamente buttato subito, e ovviamente (essendo l'Inter) l'arbitro il rigore l'avrebbe dato.
BALZARETTI 6,5: Vedi Cassani. Annientato dal suo dirimpettaio nel primo tempo (...a proposito, occhio a questo Santon, è un predestinato...) torna prepotentemente protagonista nel secondo, dopo il suo spostamento a centrocampo. Rispetto a Cassani, nella disgraziata prima parte di gara ha cercato di lottare un po' di più.
LIVERANI 5: Gioca solo 25 minuti e poi si fa male al tendine d'Achille. Fino a quel momento sullo schermo radar di San Siro non si avevano avuto tracce di lui, annichilito dal pressing altissimo delle furie interiste e minimamente aiutato dai compagni di reparto.
(BOVO 6: Una compressa di aspirina per una difesa più che febbricitante. Il centrale romano entra in campo mentre infuria la bufera e ci mette subito lo spirito giusto, senza ricami o inutili orpelli. Sostanza, precisione e tanta concentrazione. Proprio quello che serviva agli storditi compagni di reparto).
MIGLIACCIO 5: Incrocia i guantoni con Muntari. E le prende di santa ragione. Fallo da rigore compreso. Per un tempo sembra di rivedere Rocky picchiato selvaggiamente da Apollo Creed. Nell'intervallo Ballardini si trasforma in un allenatore di boxe e getta la spugna, decretandone il ko tecnico e lasciandolo negli spogliatoi. Decisione più che azzeccata.
(BRESCIANO 7: Il granellino di sabbia che fa grippare il lucente motore interista. L'australiano si traveste da guastatore e comincia a vivisezionare il centrocampo avversario con tagli e inserimenti continui, come se avesse non gli scarpini ma dei cingoli. Si ritrova accanto il compagno di merende parmensi Simplicio, e come d'incanto riacquista la voglia di essere decisivo. Imbarazzante vedere uno come Vieira ridicolizzato in quel modo. L'erba di San Siro, per lui, è sempre la più verde).
NOCERINO 5,5: Zanetti è giocatore esperto e atleta di valore, e l'ex juventino va subito in debito d'ossigeno cercando di frenare il capitano della nazionale “albiceleste”. Travolto dalla marea nerazzurra cerca di tenere botta a suo modo, riconquistando palla e cercando di far alzare un po' la squadra quando Ballardini lo sposta al centro al posto di Liverani. Un compito che gli riesce solo a tratti, finchè un infortunio muscolare lo mette definitivamente fuori gioco. Speriamo rientri presto.
(SUCCI 7: La classe operaia finalmente va in Paradiso. Per lui, che doveva giocare in Lega Pro con il Ravenna, la soddisfazione di un gol storico a San Siro, di quelli da raccontare un giorno ai nipotini davanti al fuoco. Oltre al gol, con allegata magra figura per Chivu, tanto movimento e tanti palloni giocati in modo lucido e concreto. L'altra variabile impazzita, sfuggita ai calcoli matematici dell'uomo di Setubal).
SIMPLICIO 6: Totalmente invisibile per i primi 45 minuti, giganteggia per tutta la ripresa spostandosi in mezzo al campo a supporto di Bresciano. Rinfrancato dallo spostamento all'indietro davanti alla difesa, il brasiliano comincia a sfuggire come un'anguilla al pressing nerazzurro e diventa il vero supporto su cui si appoggiano gli attacchi rosanero.
CAVANI 6,5: Sembrava una di quelle giornate, l'ennesima, in cui eravamo rassegnati a smoccolare per novanta minuti appresso alle sue giovanili ubbie. Ma d'improvviso, un fulmine a ciel sereno: una legnata terrificante da trenta metri calciata quasi da fermo, che obbliga Toldo ad una deviazione da campione. Da lì in poi il Matador ha messo il turbo, e per la difesa interista si è fatta notte fonda.
MICCOLI 7,5: Pregasi vedere e rivedere il gesto atletico e tecnico ai limiti dell'umano con cui ha rimesso al centro la palla per il gol di Succi. Già da solo quello basterebbe a giustificare il voto. Ma oltre a quello ha fatto tanto altro. La settimana scorsa scrissi che mi auguravo che avesse tenuto qualche colpo in canna per stupire San Siro: avevo ragione.
All. BALLARDINI 6: Nel primo tempo il suo Palermo si schianta contro l'Inter come un moscerino contro il parabrezza di un Tir. Il suo collega portoghese per 45 minuti gli dà una severa lezione di tattica, dominando la gara in ogni zona del campo. Poi, costretto anche dagli infortuni, sceglie il “pazzo” 3-4-3 e ribalta totalmente le carte sul tavolino del Meazza. E diventa improvvisamente lui lo “Special One”. L'apporto di Bresciano lo aiuta nel suo piano strategico, e la volontà di ferro del “soldato Succi” completa l'opera. Una bella soddisfazione, ma gli errori del primo tempo devono essere un monito per il futuro (leggi Milan).
INTER (4-3-1-2): Toldo 6; Santon 6,5, Cordoba 6,5, Chivu 5, Maxwell 6,5 (Crespo sv); J.Zanetti 6, Cambiasso 6, Muntari 6 (Figo sv); Stankovic 5; Ibrahimovic 6,5, Balotelli 6,5 (Vieira 4,5); All. Mourinho 5.
ARBITRO RUSSO di Nola 6: Era la prima volta che dirigeva l'Inter nella sua carriera, e non nascondo che la cosa mi preoccupava parecchio. Un arbitraggio poco casalingo avrebbe potuto anche compromettergli la carriera. Invece il fischietto campano ha diretto in modo equilibrato e preciso, con l'unico problema che non ha dato all'Inter il rigore che c'era e gli ha dato forse quello che non c'era.
postato da: gidago alle ore aprile 13, 2009 21:24 | Permalink | commenti (1)
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