AMELIA 6: I tiri degli avversari li para tutti. Quelli dei compagni no. Ma onestamente giocare contro 21 avversari è troppo anche per uno bravo come lui. Solo chi ha giocato in porta (come il sottoscritto, che aveva i piedi troppo quadrati per giocare in qualsivoglia altro ruolo) sa quanto possa essere frustrante una gara come quella di ieri sera.
CASSANI 6: Gara dai due volti: timido e poco propositivo nel primo tempo, addirittura dirompente nella ripresa, quando contribuisce a tenere altissima la squadra e limita Riise che nei primi 45 minuti aveva fatto danni importanti. Belli alcuni suoi cross e interessante l'intesa con Bresciano, spostato a destra nell'ultima fase della gara.
BOVO 7: Se quando vede le sue ex squadre si esalta così, per domenica a Genova siamo a posto. E' uno dei pochi rosanero a capire che la Roma all'Olimpico va affrontata con la scimitarra e non con l'uncinetto. Ne fanno le spese il Montenegrino e il Pupone, che quando capitano dalle sue parti vengono sistematicamente livellati al suolo. Finalmente, dopo tanto tempo, il Palermo ha tre centrali intercambiabili e di grande spessore.
CARROZZIERI 6: Già martoriate da Bovo, le due punte giallorosse preferiscono girargli a debita distanza, per non prendere altre botte. Morris tiene bene la posizione in chiusura, lasciando per una volta al compagno di reparto il lavoro sporco. Tenta un paio di volte il colpaccio in area giallorossa, senza fortuna. Quella fortuna che gli manca anche in occasione della deviazione sul tiro di Totti, istintiva quanto sfigata.
SAVINI 5: Cattiva la prima, si direbbe in questi casi. L'inizio dell'ex Napoli è addirittura da incubo, complici probabilmente la disabitudine a giocare titolare e l'emozione per giocare nello stadio della sua città. Rimane il fatto che per tutto il primo tempo Vucinic e Cicinho lo asfaltano senza pietà, e solo nella ripresa (sarà per l'uscita di Nocerino?) il neo rosanero riesce finalmente ad essere incisivo e a buttare in area qualche buon cross. Da rivedere, anche se il posto da titolare di Balzaretti appare realmente blindato.
(SUCCI s.v.: Non gli riesce il miracolo di Bologna. I difensori giallorossi non lo fanno nemmeno avvicinare alla porta).
LIVERANI 7: Come ebbi a dire una volta parlando di Corini “predica calcio ai suoi discepoli”. Veder giocare il quarterback rosanero è una delizia per gli occhi e una goduria per quanti amino il gesto tecnico nel calcio. Come gli accade ormai costantemente è bravo anche in interdizione, recuperando palloni importanti davanti alla difesa. Certo è che appena il centrocampo avversario gli concede un millimetro lui infila il bisturi con precisione chirurgica. Tanto è bravo che ad un certo punto riesce a lanciare in porta anche Vucinic (incredibilmente fermato dall'arbitro). Va bene il vento in chiesa ma....
MIGLIACCIO 6,5: Finchè rimane in campo è una diga quasi insormontabile sul centrodestra. Sopperisce all'inizio difficile di Cassani e toglie spazi e tempi a Perrotta e soprattutto a Riise, deviandogli un gol quasi fatto. E proprio un frontale contro il rude (e bravissimo) norvegese lo toglie anzitempo dal campo. Un'assenza (non ce ne voglia il bravo Guana) che a centrocampo si è sentita. Rimane un mistero come non si sia frantumato una decina di ossa nel contrasto. Che sia davvero bionico?
(GUANA 6: Dà il suo, e non è poco. Ma sarebbe servita più concretezza nel secondo tempo).
NOCERINO 5,5: L'inizio di gara è di quelli tosti: mobile e concentrato, dà manforte a Liverani e cerca di rendersi utile recuperando un paio di palloni importanti. Ma poi si perde con il passare dei minuti, poco supportato da Savini e incapace di limitare Cicinho e Brighi. Evidente il suo errore sul secondo gol: vero che subisce fallo, ma su quel cross doveva arrivare in anticipo.
(MCHEDLIDZE 7: Sono stufo di ripetermi, perciò lo scriverò un'ultima volta: è un insulto al calcio tenerlo in panchina. Entra e in mezz'ora coglie una traversa, alza il baricentro della squadra, crea spazi per i compagni e fa ammattire uno come Mexés. Si blatera da un mese di pseudo-obiettivi di mercato dagli esotici nomi afrocubani, senza pensare che uno dei giovani attaccanti più forti d'Europa ce l'abbiamo dentro e sta marcendo in panca. Ed è del '90, come un certo Pato, che è titolare nel Milan e non nel Pizzighettone. Contenti loro...).
SIMPLICIO 6,5: Testa bassa e pedalare per il brasiliano, che lì in mezzo doma De Rossi costringendolo per buona parte della gara a difendere e contemporaneamente prova ad aprire spazi per gli inserimenti di Bresciano e Cavani. Peccato per un paio di tiri che hanno accarezzato i pali di Doni e per una deviazione mancata sottoporta. Sarebbe stato il giusto premio per l'ennesima ottima partita.
BRESCIANO 6,5: Cresce costantemente partita dopo partita. Mark gioca su entrambe le fasce con identica efficacia e crea più di un grattacapo alla difesa della Roma, che lo limita con grande difficoltà. Anche lui, come Simplicio, si divora un gol a tu per tu con Doni.
CAVANI 7: Un gol da attaccante consumato, su un cioccolatino servitogli da papà Liverani. Oltre a questo il Matador ci mette tanta corsa e tanta sostanza, risultando alla fine il solito punto di riferimento costante per tutti i compagni. Fantastiche alcune sue chiusure da difensore. Visti i chilometri che fa, che sia ora di fargli il tagliando?
All.BALLARDINI 6,5: Se vai a Roma e riesci a mettere sotto sul piano del gioco una squadra che è negli ottavi di finale di Champions' League vuol dire che stai facendo un ottimo lavoro. Nel finale si è preso il gusto di giocare con tre punte. Continui così.
ROMA (4-3-1-2): Doni 6; Cicinho 6,5, Mexes 6, Juan 6,5, Riise 7; Perrotta 5 (Pizarro 5,5), De Rossi 5,5, Brighi 6,5; Aquilani 5,5 (Taddei 5,5); Totti 7 (Cassetti sv), Vucinic 6,5. All.Spalletti 6.
ARBITRO PIERPAOLI di Firenze 4,5: Nell'ordine: il fallo di Brighi sul secondo gol non visto; un fuorigioco inesistente fischiato a Cavani; un'altro a Vucinic – per il quale ha addirittura chiesto scusa al pubblico – tre assurdi minuti di recupero nel primo tempo. Oltre a queste “perle”, il fischietto toscano è sembrato troppo suddito dei colori giallorossi. A quanto pare i “dossier” servono. E se ne preparassimo uno anche noi?
CASSANI 6: Gara dai due volti: timido e poco propositivo nel primo tempo, addirittura dirompente nella ripresa, quando contribuisce a tenere altissima la squadra e limita Riise che nei primi 45 minuti aveva fatto danni importanti. Belli alcuni suoi cross e interessante l'intesa con Bresciano, spostato a destra nell'ultima fase della gara.
BOVO 7: Se quando vede le sue ex squadre si esalta così, per domenica a Genova siamo a posto. E' uno dei pochi rosanero a capire che la Roma all'Olimpico va affrontata con la scimitarra e non con l'uncinetto. Ne fanno le spese il Montenegrino e il Pupone, che quando capitano dalle sue parti vengono sistematicamente livellati al suolo. Finalmente, dopo tanto tempo, il Palermo ha tre centrali intercambiabili e di grande spessore.
CARROZZIERI 6: Già martoriate da Bovo, le due punte giallorosse preferiscono girargli a debita distanza, per non prendere altre botte. Morris tiene bene la posizione in chiusura, lasciando per una volta al compagno di reparto il lavoro sporco. Tenta un paio di volte il colpaccio in area giallorossa, senza fortuna. Quella fortuna che gli manca anche in occasione della deviazione sul tiro di Totti, istintiva quanto sfigata.
SAVINI 5: Cattiva la prima, si direbbe in questi casi. L'inizio dell'ex Napoli è addirittura da incubo, complici probabilmente la disabitudine a giocare titolare e l'emozione per giocare nello stadio della sua città. Rimane il fatto che per tutto il primo tempo Vucinic e Cicinho lo asfaltano senza pietà, e solo nella ripresa (sarà per l'uscita di Nocerino?) il neo rosanero riesce finalmente ad essere incisivo e a buttare in area qualche buon cross. Da rivedere, anche se il posto da titolare di Balzaretti appare realmente blindato.
(SUCCI s.v.: Non gli riesce il miracolo di Bologna. I difensori giallorossi non lo fanno nemmeno avvicinare alla porta).
LIVERANI 7: Come ebbi a dire una volta parlando di Corini “predica calcio ai suoi discepoli”. Veder giocare il quarterback rosanero è una delizia per gli occhi e una goduria per quanti amino il gesto tecnico nel calcio. Come gli accade ormai costantemente è bravo anche in interdizione, recuperando palloni importanti davanti alla difesa. Certo è che appena il centrocampo avversario gli concede un millimetro lui infila il bisturi con precisione chirurgica. Tanto è bravo che ad un certo punto riesce a lanciare in porta anche Vucinic (incredibilmente fermato dall'arbitro). Va bene il vento in chiesa ma....
MIGLIACCIO 6,5: Finchè rimane in campo è una diga quasi insormontabile sul centrodestra. Sopperisce all'inizio difficile di Cassani e toglie spazi e tempi a Perrotta e soprattutto a Riise, deviandogli un gol quasi fatto. E proprio un frontale contro il rude (e bravissimo) norvegese lo toglie anzitempo dal campo. Un'assenza (non ce ne voglia il bravo Guana) che a centrocampo si è sentita. Rimane un mistero come non si sia frantumato una decina di ossa nel contrasto. Che sia davvero bionico?
(GUANA 6: Dà il suo, e non è poco. Ma sarebbe servita più concretezza nel secondo tempo).
NOCERINO 5,5: L'inizio di gara è di quelli tosti: mobile e concentrato, dà manforte a Liverani e cerca di rendersi utile recuperando un paio di palloni importanti. Ma poi si perde con il passare dei minuti, poco supportato da Savini e incapace di limitare Cicinho e Brighi. Evidente il suo errore sul secondo gol: vero che subisce fallo, ma su quel cross doveva arrivare in anticipo.
(MCHEDLIDZE 7: Sono stufo di ripetermi, perciò lo scriverò un'ultima volta: è un insulto al calcio tenerlo in panchina. Entra e in mezz'ora coglie una traversa, alza il baricentro della squadra, crea spazi per i compagni e fa ammattire uno come Mexés. Si blatera da un mese di pseudo-obiettivi di mercato dagli esotici nomi afrocubani, senza pensare che uno dei giovani attaccanti più forti d'Europa ce l'abbiamo dentro e sta marcendo in panca. Ed è del '90, come un certo Pato, che è titolare nel Milan e non nel Pizzighettone. Contenti loro...).
SIMPLICIO 6,5: Testa bassa e pedalare per il brasiliano, che lì in mezzo doma De Rossi costringendolo per buona parte della gara a difendere e contemporaneamente prova ad aprire spazi per gli inserimenti di Bresciano e Cavani. Peccato per un paio di tiri che hanno accarezzato i pali di Doni e per una deviazione mancata sottoporta. Sarebbe stato il giusto premio per l'ennesima ottima partita.
BRESCIANO 6,5: Cresce costantemente partita dopo partita. Mark gioca su entrambe le fasce con identica efficacia e crea più di un grattacapo alla difesa della Roma, che lo limita con grande difficoltà. Anche lui, come Simplicio, si divora un gol a tu per tu con Doni.
CAVANI 7: Un gol da attaccante consumato, su un cioccolatino servitogli da papà Liverani. Oltre a questo il Matador ci mette tanta corsa e tanta sostanza, risultando alla fine il solito punto di riferimento costante per tutti i compagni. Fantastiche alcune sue chiusure da difensore. Visti i chilometri che fa, che sia ora di fargli il tagliando?
All.BALLARDINI 6,5: Se vai a Roma e riesci a mettere sotto sul piano del gioco una squadra che è negli ottavi di finale di Champions' League vuol dire che stai facendo un ottimo lavoro. Nel finale si è preso il gusto di giocare con tre punte. Continui così.
ROMA (4-3-1-2): Doni 6; Cicinho 6,5, Mexes 6, Juan 6,5, Riise 7; Perrotta 5 (Pizarro 5,5), De Rossi 5,5, Brighi 6,5; Aquilani 5,5 (Taddei 5,5); Totti 7 (Cassetti sv), Vucinic 6,5. All.Spalletti 6.
ARBITRO PIERPAOLI di Firenze 4,5: Nell'ordine: il fallo di Brighi sul secondo gol non visto; un fuorigioco inesistente fischiato a Cavani; un'altro a Vucinic – per il quale ha addirittura chiesto scusa al pubblico – tre assurdi minuti di recupero nel primo tempo. Oltre a queste “perle”, il fischietto toscano è sembrato troppo suddito dei colori giallorossi. A quanto pare i “dossier” servono. E se ne preparassimo uno anche noi?





