giovedì, 30 ottobre 2008
Quella che segue è una lettera che ho mandato questa sera alla redazione di Repubblica, alla mail dei lettori. Il suo contenuto ovviamente è legato alle ennesime sparate originali del "loro" Presidente del Consiglio.


Spett. Redazione di Repubblica,

Mi chiamo Giuseppe D'Agostino, ho 42 anni e vivo a Palermo. Sono laureato in Fisica e sono uno dei tanti "fortunati" che aspetta da anni una Cattedra in una delle Scuole Superiori di questo nostro "Bel Paese".
Ho appreso oggi dalle pagine del Vostro Giornale, che il Presidente del Consiglio Berlusconi è indispettito con i telegiornali della Rai perché, a suo dire, diffonderebbero (cito testualmente) "ansia e preoccupazione".
Devo dire che la cosa mi ha lasciato alquanto sorpreso, e non tanto per una ragione meramente giornalistica, quanto perché mi son chiesto quali curiose preoccupazioni abbia il nostro Premier.
Perché le mie, sarò strano, non hanno nulla a che vedere con la televisione, né con i telegiornali, ma con cose molto più "terra terra", a questo punto forse sconosciute all'Onorevole Berlusconi.
Sono ansioso e preoccupato quando penso che sono un insegnante precario da 13 anni, e che grazie alla Riforma Gelmini, ora lo resterò ancora molto a lungo.
Sono ansioso e preoccupato quando guardo la mia laurea in Fisica appesa al muro e penso che oggi non vale più nemmeno la carta su cui è stampata.
Sono ansioso e preoccupato quando guardo il viso dei miei due figli (6 anni la prima, 7 mesi il secondo) e penso che non ho un futuro da prospettargli.
Sono ansioso e preoccupato quando guardo mia moglie, ex precaria dell'Università, che non lavora da cinque anni.
Sono ansioso e preoccupato quando guardo il mio conto in banca e penso che a 42 anni (una laurea, un master, due abilitazioni all'insegnamento e una specializzazione in didattica della Fisica) sono appena al di sopra della cosiddetta soglia della povertà.
Sono ansioso e preoccupato quando vedo che i miei due genitori non arrivano alla fine del mese con l'esigua somma delle loro pensioni.
Come vede, Onorevole Berlusconi, io ho tanti fondati motivi per essere "ansioso e preoccupato" ma nessuno lo traggo dalla visione dei telegiornali, né dall'influsso della televisione, a Lei invece tanto cara.
Io mi limito, mi scusi l'umiltà, a cercare di guardare un altro programma ben diverso: la vita di un meridionale laureato senza raccomandazioni né Santi in Paradiso.
Vorrei che fosse una fiction o il servizio di un Tg, ma purtroppo è la vita che vivo ogni giorno.
Mi piacerebbe, anche solo per un attimo, che l'On. Berlusconi si rendesse conto della realtà "vera" e non di quella "televisiva". Anche perché lui la preoccupazione di arrivare a fine mese non ce l'ha.

Dott. Giuseppe D'Agostino
postato da: gidago alle ore ottobre 30, 2008 20:52 | Permalink | commenti (1)
categoria:le notizie che non leggerete mai
giovedì, 30 ottobre 2008
FONTANA  6: Spettatore non pagante, Sul gol può nulla.

CASSANI  6,5: Solito martello pneumatico sulla fascia destra. Ottime alcune diagonali difensive.

CARROZZIERI  5.5: Fisicamente non ha rivali, ma non lo si può lasciare mai uno-contro uno.

KJAER  6: Il movimento sbagliato su Castillo in occasione del gol del Lecce è il tributo da pagare alla sua verdissima età. Ma per il resto convince eccome.

BALZARETTI  6: Ha il merito di propiziare l'espulsione di Giacomazzi, ma non è ancora il Balzaretti che conosciamo.

GUANA  4,5: Aveva una grande occasione per convincere Ballardini di meritare più spazio. L'ha sprecata, Peccato. (LIVERANI  6,5: Chiamatelo Enel. Entra lui e finalmente lì in mezzo tutto si illumina. Un delitto quell'ammonizione che gli farà saltare il Chievo, ma forse servirà di più a Torino).

MIGLIACCIO  5: Cerca di imporre il proprio fisico lì in mezzo, ma Giacomazzi lo asfalta come un rullo compressore. (SUCCI  6: Piace perchè almeno è l'unico che cerca di mettere un po' di grinta ai compagni. Sbaglia un piattone apparentemente agevole, ma in campo sa sempre cosa fare).

BRESCIANO  5: Per l'ennesima volta da canguro a koala. E dire che in campo non ci sarebbe  bisogno di leoni. (LANZAFAME  6: I leccesi lo attendevano al varco. Lui si “vendica” con l'assist per il gol di Cavani).

SIMPLICIO  5,5: Cerca di fare le solite magie, ma non è serata.

CAVANI  6: Stavolta riesce a buttarne dentro almeno una. E la sufficienza gli vale solo per quello, visto che per il resto è stato il solito disastro. Sembra un corpo estraneo alla squadra: dove i compagni lo cercano lui non c'è. E sbaglia troppi, troppi passaggi.

MICCOLI  6,5: Gara psicologicamente delicata se ce n'è una. E' stato come chiedere a Totti di giocare contro la Roma o a Maldini contro il Milan, Fa il suo con la solita classe e diligenza. Assolutamente insostituibile.

All. BALLARDINI  5,5: Turn-over un po' forzato. Anche perchè alla fine poi Liverani l'ammonizione la becca lo stesso.

LECCE (4-3-1-2): Benussi 6; Esposito 6, Diamoutene 6,5, Stendardo 6, Antunes 6; Giacomazzi 7, Ardito 5, Munari 5,5; Caserta 6,5 (Basta sv); Castillo 6, Cacia 6,5 (Vives sv); All. Beretta 6

ARBITRO TOMMASI di Bassano del Grappa  7: Prima apparizione con il Palermo e prova assolutamente convincente. Sempre sicuro e vicino all'azione, dosa bene anche i cartellini.
postato da: gidago alle ore ottobre 30, 2008 14:22 | Permalink | commenti
categoria:pagelliamo
lunedì, 27 ottobre 2008
AMELIA  5: In ritardo sul primo gol, lento ad uscire sul secondo. Poi esce. (FONTANA  6:  Ordinaria amministrazione e incolpevole sul terzo gol)
CASSANI  6,5: Mette in mezzo all'area 3456 cross. Ma Amauri ormai è altrove. Che qualcuno lo dica alla dirigenza rosanero per favore.
RAGGI  5: Lento e in balia dei marosi viola.
DELLAFIORE  5: Vedi Raggi. (KJAER  6,5: Entra e livella al suolo Mutu. Alla faccia dell'inesperienza. Merita una chance da titolare).
BALZARETTI  6: A corrente alternata, ma contiene bene Santana.
LIVERANI  5,5: E' vero, sbaglia passaggi decisivi, ma lì in mezzo è solo come un cane.
NOCERINO  5: Dategli una bussola. (LANZAFAME  5: Fa poco o nulla)
BRESCIANO  6,5: Impegna severamente Frey. Corre senza sosta.
SIMPLICIO  7: Concreto e pericoloso. Il gol è il giusto premio.
CAVANI  5,5: Si impegna tantissimo, ma non segna mai. E purtroppo ciò pesa.
MICCOLI  6: Gioca anche su una gamba sola. Peccato che non basti.
All. BALLARDINI  6: La partita la legge bene. Poi in campo altri rovinano tutto.

FIORENTINA (4-3-3): Frey 8; Comotto 7, Gamberini 6, Dainelli 6 (Kroldrup 6), Vargas 6; Kuzmanovic 6,5 (Almiron 6), Donadel 6,5, Montolivo 6; Santana 5, Gilardino 0 (Pazzini sv), Mutu 7. All. Prandelli 5.

Arbitro MORGANTI di Ascoli Piceno 3: Un fallo di mano non visto, un gol regolare annullato. La domanda sorge spontanea: che è venuto a fare?

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Il vento dello sdegno e della vergogna soffia forte sul Barbera. Alberto Gilardino, novello Maradona, usa la “mano de Dios” galeotta per sbloccare una gara che era avvincente e interessante, e la rovina senza possibilità di appello.
Certo sarebbe stato bello. Sarebbe stato bello che Gilardino (campione del mondo, titolare della Nazionale, esempio per molti giovani) si fosse alzato in piedi e avesse sollevato la mano dicendo “scusate, annullate il gol. Ho colpito con la mano, poco importa se apposta o meno”. Sarebbe stato bello, ma non è accaduto. Una volta di più la furbizia ha ucciso lo sport, e la logica del risultato ad ogni costo ha prevalso sulla logica della lealtà sulla quale si fonda tutto il principio dell'attività sportiva.
Il pubblico si sarebbe alzato in piedi ad applaudire. L'ineffabile Morganti avrebbe stretto la mano a Gilardino ringraziandolo di aver riparato ad una sua mancanza. I giornali ne avrebbero parlato per giorni. E poi magari la Fiorentina avrebbe vinto lo stesso. Ma, ecco la differenza, noi oggi non sentiremmo in bocca quel retrogusto amaro che ti lascia l'impressione di essere stato derubato e preso in giro, ma avremmo detto “E che vuoi, la Fiorentina è stata più forte”. E ce ne saremmo fatti una ragione.
Allora, dopo quello che abbiamo visto ieri, è lecito domandarsi a che cacchio servano i terzi tempi, le campagne di moralizzazione, gli appelli alla non-violenza, gli stupidi appelli al fair-play. O stupirsi se poi la gente si picchia per una partita di calcio. Meglio evitare queste ipocrisie. Meglio dire, come ha fatto ieri Prandelli (che fino ad ieri stimavo, ora non più) “scusi, ma lei mi trovi un giocatore che lo farebbe”. Trovato: Daniele De Rossi in una partita di due anni fa contro il Messina. Ma, si sa, le bugie hanno le gambe corte. E la memoria ancora più corta.
A margine di ciò potremmo anche mettere sul piatto della bilancia il gol assolutamente regolare annullato a Liverani. Ma sarebbe finita comunque 2-3.
Detto ciò però, occorre girare la medaglia dall'altra parte (si sa, ognuna ha un rovescio..) e vedere anche cose che vanno al di là del gesto vile dell'attaccante viola.
1) La prima cosa da notare è che la “schiacciata” di Gilardino è avvenuta al 19esimo del primo tempo, e non al 91esimo. Il Palermo aveva 70 minuti e più per recuperare una partita che fino a quel momento era filata via su binari di assoluto equilibrio. I giocatori avevano dunque il dovere di dimenticare e ripartire a testa bassa, come se nulla fosse accaduto. E invece hanno pensato bene di regalare agli avversari due palle comode comode per mettere a segno due mortiferi contropiedi. E lì non c'è slealtà che tenga. C'è chi ha Mutu e Gilardino e chi ha Cavani. E la differenza purtroppo si vede.
2) Sul cross di Montolivo dalla sinistra Amelia poteva fare un passo in avanti e sbarrare la linea di porta a Gilardino. Avrebbe preso il fallo e nulla sarebbe accaduto. Sottolineo che avrebbe potuto fare meglio anche sul gol di Mutu, sul quale è rimasto colpevolmente fermo nella “terra di nessuno”. Insomma, se sommiamo queste cose alla punizione presa a Torino, al gol preso a Catania, e ad altre perle collezionate nelle prime giornate, ci ritroviamo con una difesa che prende gol al primo tiro. Non credo che in questo c'entri Gilardino. Tanto che ieri il piccolo e giovane Kjaer è entrato in campo e ha fatto un figurone. Elementare Watson!
3) Passiamo al centrocampo, dove a Liverani viene chiesto di coprire una zona di campo vasta come l'Amazzonia totalmente da solo, con Nocerino che vaga in cerca di una posizione e gli altri compagni che non riescono a fare un “dai e vai” nemmeno con il Tom Tom Go.  Allora, quando sbaglia Liverani, chiediamoci anche chi lo fa sbagliare.
4) Dalle fasce anche ieri sono arrivati circa cinquemila cross al centro, con Cassani e Balzaretti che hanno corso come forsennati. Qualcuno della dirigenza rosanero ci pensa che l'anno scorso c'era Amauri e che quest'anno abbiamo solo il povero Miccoli che da solo deve lottare contro cristoni alti un metro e novanta? I cross a che servono? A proposito, Cavani dice di essere una prima punta. Ottima notizia: quando ce lo dimostrerà mettendo in porta una delle dieci palle gol che ha ogni partita?
La morale è semplice, ed è tutta sintetizzata nel campionato che sta facendo il Catania: una squadra dal tasso tecnico bassissimo, che però si trova lì a 15 punti e che comunque, di riffa o di raffa, i punti li porta sempre a casa. Magari soffrendo, magari in mezzo ai mugugni e agli sfottò, ma alla fine ottiene ciò che vuole. Il segreto sta nell'atteggiamento di un allenatore (Zenga) e di un presidente (Pulvirenti) che dicono “Il nostro obiettivo è 40 punti, poi si vedrà”. Blaterare, spesso a vanvera di Europa, Champions' League e altri obiettivi rispetto ai quali questo Palermo non sembra nemmeno lontanamente attrezzato, disorienta tutti; squadra, allenatore e pubblico.
Ho molta stima di Ballardini, che in tutte le sue dichiarazioni manifesta equilibrio e saggezza.
Se quest'anno il Palermo arriverà da qualche parte, lo dovrà forse solo a lui.
Ma prima, per favore, smettiamola una buona volta di parlare di Europa. Pensiamo solo a salvarci.
postato da: gidago alle ore ottobre 27, 2008 13:51 | Permalink | commenti (3)
categoria:vi dico la mia