venerdì, 16 maggio 2008

Nel mio precedente post parlavo di "stile".

Lo stile che contraddistingue le persone che vogliono lasciare una traccia di sè nei cuori delle persone che le hanno conosciute.

Lo stile che porta alcuni uomini ad essere sempre ricordati per la loro voglia di distinguersi in positivo, per la loro voglia di ringraziare (anche solo con un gesto) chi gli ha voluto anche solo un pò di bene.

Prendiamo per esempio Olof Mellberg. Roccioso difensore centrale svedese neo acquisto della Juventus di Ranieri (...a proposito, consiglio per tutti i fantacalcisti: l'anno prossimo prendetelo!). Mellberg ha giocato la settimana scorsa la sua ultima partita con la maglia del West Ham, società con la quale ha giocato la bellezza di sei stagioni, con 187 presenze.

In Inghilterra, si sa, lo stile è tutto, e Mellberg ha voluto dimostrare ai suoi tifosi, nella sua ultima apparizione sul terreno dell'Upton Park, come ricompensarli per l'affetto che ha ricevuto.

Gli abbonati che sono arrivati allo stadio si sono visti consegnare, con loro grande sorpresa, una maglietta originale del West Ham con dietro il numero 4 di Mellberg e la scritta "Mellberg ti ringrazia per il tuo tifo". Una maglietta celebrativa unica. Ebbene, il giocatore svedese ne ha fatte stampare e distribuire 3.200, una per ciascun abbonato, per una spesa che ha superato i 35mila euro. E non a spese dello sponsor, badate bene, ma tutti di tasca sua. Ovviamente la commozione è stata massima quando Mellberg, con in braccio il suo figlioletto di 4 anni, ha fatto il giro del campo alla fine della gara, con tutto il pubblico i piedi ad applaudirlo.


Due paroline di commento meritano anche le dichiarazioni di Mellberg. "E' stata la maniera perfetta per salutare e ringraziare tutti i tifosi per il supporto che mi hanno dato in questi anni. Più volte i tifosi mi hanno chiesto in regalo la maglia e qualche volta non sono riuscito ad accontentarli. Per questo volevo fare qualcosa di speciale per la mia ultima partita, e questa mi è sembrata una buona idea. Ho amato stare questi anni al West Ham, e porterò sempre questo pubblico con me".

Chissà se a qualche giocatore del Palermo in questo momento fischiano le orecchie....
postato da: gidago alle ore maggio 16, 2008 14:19 | Permalink | commenti (4)
categoria:vi dico la mia
mercoledì, 14 maggio 2008
A volte la gente riesce davvero a sorprendermi. Ovviamente in positivo.
Lunedì pomeriggio, Via Lincoln, davanti alla sede del Giornale. Scendo dopo la trasmissione Tgs Studio Sport e trovo (era facile da immaginare) una piccola folla di tifosi che attendeva l'uscita del grande Amauri.
Mi avvio verso la macchina quando mi sento chiamare. Una tifosa (molto carina in realtà) mi ferma e mi dice "Signor D'Agostino, perchè non aggiorna il suo blog, io lo leggo sempre!". Mi fermo e la ringrazio, riuscendo a stento a reprimere un attacco di risa e rispondendole "Allora non sono l'unico pazzo in questa città".
Non riesco a credere che qualcuno legga queste pagine, e la cosa mi rende felice ed incredulo. Mi ha quasi fatto sentire in colpa questa bella tifosa in maglia rosanero di cui non conosco nemmeno il nome.
Ed è per lei che sono qui. Per lei ho ritrovato la voglia di scrivere i miei pensieri, sperando magari (chissà) di rendere felici anche quelli che magari non mi hanno detto che a questo blog ci tengono. Io vi ringrazio indistintamente tutti.

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Il campionato volge finalmente al termine: l'ultima fatica mi attende a Siena domenica, e poi questa stagione orripilante e disgraziata sarà finalmente soltanto un ricordo: da archiviare il più rapidamente possibile. E meno male che ci siamo salvati.
La prossima sarà diversa, e ci vuol poco a credere che sarà migliore (anche perchè di peggio c'è solo la B). Ma perchè questo accada occorre che la dirigenza faccia le mosse giuste già sin d'ora e che non le rinneghi cammin facendo, come è accaduto quest'anno.
Come prima cosa occorre confermare la fiducia a Colantuono, investendolo di pieni poteri per formare la squadra del prossimo campionato. Come sappiamo se ne andranno pezzi importanti del presente e del passato rosanero: Amauri, Zaccardo e Barzagli. Ma mentre per il primo i rimpianti sono tanti, per i due difensori è quasi una mossa obbligata (e tardiva). Pochi ormai erano gli stimoli dei nostri due campioni del mondo, che hanno bisogno di nuovi palcoscenici per trovare le motivazioni che avevano all'inizio e durante il ciclo d'oro del Palermo Guidoliniano. A loro un grande grazie e un sincero in bocca al lupo, ovunque vadano. Che poi non si siano distrubati a salutare chi li ha osannati per gli ultimi cinque anni ha poca importanza, è una questione di stile: c'è chi ce l'ha e chi no.
La prossima quindi sarà realmente la stagione della "rifondazione". Molti giovani, molte scommesse, poche certezze. Una squadra che sarà un'autentica scommessa, e che la dirigenza rosanero ha il dovere di costruire spendendo al meglio i 30 milioni di euro (spicciolo più spicciolo meno) che verranno fuori dalle cessioni di cui sopra.
Tanto per essere chiari, è evidente che la rosa è ridotta all'osso: i certi sono Fontana, Cassani, Biava, Rinaudo, Balzaretti, Kjaer, Cossentino in difesa; Migliaccio, Tedesco, Di Matteo, Jankovic e Guana a centrocampo; Cavani e De Melo in attacco. Tutti gli altri sono in dubbio, sia chi c'è sia chi dovrebbe tornare dai prestiti.
Inutile nascondersi dietro un dito: con questi giocatori si va in B dritti dritti come proiettili, e illudersi del contrario è come credere a Babbo Natale. Quindi occorrono quattro giocatori "seri". Campioni insomma, uno per reparto: un portiere di livello, un difensore centrale d'esperienza, un uomo d'ordine a centrocampo e una punta di classe. Se poi ci aggiungessimo un paio di esterni di centrocampo non sarebbe male.
Come si vede il lavoro che aspetta Foschi è difficile, ma noi siamo inguaribili ottimisti e vogliamo avere fiducia. Le somme le tireremo al 1 Settembre, quando sarà giusto farlo.

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La cosa più bella di questo finale di stagione è stato ovviamente l'Amauri-Day. Il saluto e l'omaggio al pubblico di questo grande fuoriclasse è stato all'altezza della grandezza dell'uomo prima ancora che del giocatore.
Ho sentito molte persone in questi giorni paragonare Toni ed Amauri, e secondo me è un paragone ingiusto. Ingiusto perchè non si può e non si deve paragonarli dal punto di vista dell'atteggiamento: troppo facile. Perchè Amauri è diverso come persona, e soprattutto perchè la vicenda della cessione (ancora presunta) del brasiliano è stata ben diversa da quella del modenese.
Ciò che so è che entrambi hanno segnato indelebilmente una parte della storia rosanero; che sono probabilmente tra i cinque attaccanti più forti del mondo e che li abbiamo avuti noi; che tutte le volte che vedremo le immagini dei loro gol ci emozioneremo come la prima volta.
E poi mica è detto...
Certo, parliamoci chiaro, Amauri la Champions' la merita. Per me, se andrà nella squadra giusta potrebbe veramente aspirare al Pallone d'Oro. Ne ha la classe e la caparbietà. Ma le trattative sono complesse, e la speranziella che resti qui ancora c'è. Non so quanto sarebbe giusto, ma è indiscutibilmente giusto che Zamparini ricavi dalla cessione del brasiliano una cifra congrua al suo valore. Quindi fa benissimo a tener duro e non cedere alla Juve o a chicchessia. Mentre dalll'altra parte trovo assolutamente sciocco l'atteggiamento delle grandi società che pensano di trattare il Palermo come uno zerbino. Il Palermo sa ciò che vuole e vuole ottenerlo, e penso che le difficoltà, come al solito, non siano legate solo all'atteggiamento della dirigenza bianconera ma anche dei singoli giocatori.
Che a volte viene, a torto, sottovalutato, ma che va giustamente valutato.
Prendiamo per esempio il caso Giovinco. Le resistenze della società bianconera nel cedere il giovane fantasista sono secondo me solo una parte del problema. Il ragazzo a Ranieri piace (...e come dargli torto...) e a questo punto se proviamo a metterci nella testa del giocatore il ragionamento è chiaro: l'anno prossimo la Juve farà tre competizioni (Campionato, Coppa Italia e Champions'  League) e ovviamente, com'è nello stile della società bianconera, le disputerà per arrivare sino in fondo o comunque più avanti possibile. Questo proietta sulla prossima stagione una previsione di almeno 50 partite ufficiali da giocare. Ora, voi credete davvero che Del Piero farà 50 partite a quel livello, magari dopo aver giocato anche gli Europei? Ovviamente è una follia solo pensarlo. Diciamo che, ottimisticamente, ne giocherà una trentina, sempre al netto da infortuni. Quindi il buon Giovinco ha davanti a sè (perchè in quel ruolo non ha alternative) sicuramente almeno una ventina di gare da titolare, più i subentri. Magari incontri importanti di Champions' o di Campionato, dove mettersi in mostra con la maglia della Juventus. E voi credete davvero che uno che ha vent'anni e davanti a sè una possibilità del genere voglia andare altrove? Bisogna essere pazzi e ingenui solo a pensarlo. E Giovinco un folle non credo lo sia.
Quindi il passaggio di Amauri alla Juventus è complesso e ben lungi dal chiudersi, a meno che la società bianconera non paghi tutto "cash", e non credo assolutamente che le convenga. Sulle altre alternative fa bene Zamparini a rifiutare: gente come Nocerino e Lanzafame sono giocatori qualunque che servono solo a far numero e che non darebbero al Palermo nessun giovamento in termini di classe e tecnica.
Il "Caballero" dunque potrebbe scegliere le sirene milaniste: una soluzione affascinante sia per la possibilità di vedere l'anno prossimo un tridente Kakà-Pato-Amauri (mamma mia!!) sia perchè il Milan darebbe ad Ama i soldi che chiede e che merita.
A questo punto faccio una provocazione: posto che credo che Borriello tornerà al Milan e che il Milan se lo terrà, se io fossi il ds del Palermo chiamerei Galliani e gli direi "Caro Adriano, scambio alla pari; Amauri per Gilardino". Secondo me sarebbe una scelta vincente per più di un motivo.
Intanto se al Milan arrivano Amauri e Borriello (o Ronaldinho) a Gilardino non resterebbe un posto nemmeno per sedersi in panchina. Poi se venisse a Palermo sarebbe accolto come un Dio, e potrebbe anche accettare di ridursi un pò l'ingaggio con la garanzia (ovvia) di un posto da titolare fisso, Palermo sarebbe una piazza ideale per lui per rilanciarsi, considerato che nelle altre squadre di primo piano (specie se la Roma prenderà Iaquinta) non c'è spazio.
In questo modo il Palermo potrebbe affrontare il prossimo campionato con in attacco Budan e Gilardino (coppia esperta e ben assortita) con Miccoli, Cavani e De Melo a completare il reparto, In questo modo anche il giovane brasiliano potrebbe affrontare con calma e serenità l'impatto con il calcio italiano, senza per forza essere investito (un pò come accadde a Caracciolo) dell'eredità pesantissima di far dimenticare Amauri.
Sperando, magari, in un angolo del nostro cuore, che non ci sia bisogno di dimenticarlo.

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A proposito di dimenticare....Quasi quasi dimenticavo un paio di "pillole":

1) Lo Zenit S.Pietroburgo ha vinto la Coppa Uefa. Alzi la mano chi sei mesi fa l'avrebbe detto....Nessuno?...Ok, siete sinceri! Poi ci chiediamo perchè amiamo alla follia questo nostro sport.

2) Domenica si assegna uno dei campionati più equilibrati degli ultimi anni: onore a Inter e Roma per averlo così ben giocato. Io, giusto per non schierarmi, tiferò Roma. Ma spero solo che chiunque vinca lo faccia senza ombre ed errori arbitrali, e soprattutto senza incidenti ...Speriamo bene.
postato da: gidago alle ore maggio 14, 2008 22:41 | Permalink | commenti (4)
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