
Palermo e Udinese sono sullo zero a zero.
Come all'andata.
Un minuto dopo il 90esimo.
Penso "Ok, saranno supplementari...Speriamo solo che non finisca come con i cechi".
Appena un paio di minuti prima, un ragazzone biondo ed educato, che a Palermo molti sottovalutano e che a casa ha le valigie pronte, aveva salvato il risultato con una parata sovrannaturale che aveva strappato applausi da brivido agli spalti del Barbera.
Alzo gli occhi e vedo un giocatore dell'Udinese involarsi sulla sinistra. Lì non dovrebbe esserci. Parte uno spiovente. Un presentimento orrendo mi attraversa la mente. La parabola è lenta, inquietante, dura un tempo che sembra infinito. Dall'altra parte dell'arcobaleno si proiettano due uomini: uno in bianconero e il nostro ragazzone biondo, ma l'occhio del vecchio portiere non mi inganna: il ragazzone è partito in ritardo.
Il terrore dura un'attimo. Il tempo di gridare dentro se stessi "No...no..nooo". La testa dell'attaccante arriva proprio quell'attimo prima dei guanti del portiere. Vorresti non aver visto. Vorresti che fosse un incubo. Vorresti che fosse fuorigioco. E mentre vorresti qualcosa che non è, vedi la palla entrare in porta.
Il bianconero corre a festeggiare. Il ragazzone biondo rimane a terra. In tutti i sensi.
Alla fine l'Udinese vince, e noi no. Il 2008 ci riserva la seconda delusione su due partite, e ti senti svuotato, stranito: hai perso e in fondo non sai perchè. Almeno a Genova lo sapevi.
Ti viene da pensare che hai perso per l'errore di Chicco...ma allora la parata dell'89esimo dove la mettiamo??
Il calcio a volte è la metafora della vita. Dall'altare alla polvere in appena due minuti: Chicco Agliardi, eroe fino all'89esimo, diventa l'artefice della sconfitta due minuti dopo. Chi fa il portiere lo sa che può accadere. E' un ruolo unico, irripetibile: se sbagli tu la squadra perde, mentre se sbaglia un attaccante alla peggio si pareggia. Per questo si usa dire che un portiere è solo. Solo con le sue paure. E con le sue certezze.
Sulla partita c'è poco da dire: il Palermo l'ha giocata discretamente al di là del risultato. Le cosiddette seconde linee almeno ci hanno messo un pò di voglia e determinazione, e sicuramente tra le poche consolazioni di oggi ci sono le prove sufficienti di Jankovic, Cassani, Tedesco, Caserta e Rinaudo, segno che forse la luce in fondo al tunnel c'è.
Ma il tunnel è ancora lungo, se è vero come è vero che lo stesso Guidolin ha dichiarato: "giocando così forse qualche partita la vinceremo", una frase che rivela come il tecnico rosanero abbia capito la fragilità psicologica di questo gruppo.
La gara contro il Siena è più importante di quanto si pensi: una sconfitta contro i senesi potrebbe infatti aprire una voragine spaventosa nelle menti dei giocatori, e lì (non credo di esagerare) potremmo anche rischiare la retrocessione. Beretta avrà a disposizione anche il neoacquisto Riganò, e non è una bella notizia.
Ripeto quanto ho scritto nel mio post di qualche giorno fa: la dirigenza si smuova e capisca che è ora di agire; tutte le squadre che precedono il Palermo si stanno rinforzando, e occorre dare delle risposte concrete e decise comprando giocatori di valore e motivati. Il pubblico e la città non meritano ulteriori delusioni.
Quanto alla gara di oggi, se non si fosse ancora capito, per me Agliardi NON HA ALCUNA COLPA. La colpa ce l'ha tutta la squadra, incapace (come contro il Mladà Boleslav) di mettere al sicuro la qualificazione nonostante ne abbia avuto largamente la possibilità.
A Chicco tutta la mia solidarietà, e la mia stima.
Chiudo con due applausi.
Il primo è per Francuzzo Brienza, che a Reggio Calabria spero possa trovare spazio e consacrazione per le sue qualità e per le sue grandi doti. Oltre ad un grazie per quello che ha dato alla nostra Maglia.
Il secondo è per i bambini che erano oggi al Barbera, e che hanno dato a tutti un esempio meraviglioso di come e cosa dovrebbe essere il tifo allo stadio. Se resteranno così, forse abbiamo qualche speranza che il futuro del nostro sport sia meno desolante.
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