Una bellissima canzone di Raf dei miei tempi (…ebbene sì, ormai anch’io parlo come un anzianotto…) recitava “Cosa resterà di questi anni 80”…E alla fine di ogni anno tutti ci poniamo la stessa domanda: cosa resterà dei 365 giorni che ormai guardiamo dietro le nostre spalle?
Giorni che forse ci sono scivolati addosso, o che ci sono rimasti dentro, a seconda di quello che abbiamo sentito o vissuto.
Posto che il bilancio definitivo va fatto tarandolo su quanto è accaduto nelle nostre singole vite, sicuramente ci sono alcune immagini del 2007 che è giusto e bene ricordare.
Come dimenticare ad esempio quel fiume di tonache rosse che scorre per le vie di Rangoon, migliaia di monaci in corteo e la repressione finita nel sangue che lo scorso settembre ha segnato la Birmania. O le immagini di quel giardino della scuola di Rignano Flaminio, vuoto di quei bambini sui quali ancora non sappiamo se siano stati commessi orrendi abusi. O le orrende sequenze del rogo della Tyssenkrupp, dove sette poveri padri di famiglia lavoratori hanno perso la vita mentre portavano il pane a casa. Loro morivano bruciati mentre una parte di mondo decideva in quale isola del Pacifico passare le vacanze. Oppure la strage di Erba, della quale sono accusati i coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi. Uno dei tanti misteri di cui in Italia (non si capisce perché) non si riesce mai a scoprire i colpevoli. E pensiamo al giallo di Garlasco, o a quello di Perugia. Ormai la parola “giallo” non è più associata ad un genere letterario, ma all’impossibilità di stabilire un colpevole. Raro controsenso, visto che nei gialli in genere nelle ultime pagine il colpevole esce sempre fuori.
Della politica preferisco non parlare. La detesto e (fortunatamente) non me ne occupo. Tra l’altro recentemente ho letto il bellissimo libro “La Casta”, e leggendolo passa la voglia di votare per i prossimi duecento anni.
Parlavamo di cronaca, e accanto ai delitti efferati che abbiamo citato, come dimenticare l'assassinio di Giovanna Reggiani, a Roma, e la morte, in quel tragico 2 Febbraio, dell'ispettore Filippo Raciti, ucciso durante gli scontri con gruppi di ultrà fuori dallo stadio di Catania.
Io ero lì. Casi surreali in cui la cronaca che leggi si mischia con le immagini presenti nei tuoi occhi. Nei miei occhi. Non raccontate. Vissute.
Il mio modo di vivere il calcio, da quel giorno è cambiato.
E a proposito di vita quotidiana che si intreccia con la cronaca, il 2007 lo ricorderemo tutti per il fatto di non essere mai riusciti, in dodici lunghi mesi, ad arrivare mai alla fine con qualche soldo in tasca. Sempre disintegrati da aumenti, tasse, bollette e balzelli. Una tragedia rispetto alla quale sembra che nessuno riesca a porre rimedio. Personalmente mi sento fortunato a non avere un mutuo sulle spalle….vivrei già sotto i ponti.
Il 2007 ha visto andar via anche tanti personaggi celebri; ne ricorderò solo due: Pavarotti e Biagi.
Infine lo sport, che anche quest’anno ci ha regalato soddisfazioni indimenticabili: la vittoria della Ferrari al Mondiale di Formula Uno, quella di Bettini ai Mondiali di ciclismo, quella della nazionale femminile agli Europei di pallavolo, quella del Milan in Champion's League e al Mondiale per Club. In mezzo tante immagini splendide regalateci dal più nobile degli sport: il rugby, che ha celebrato in Francia un mondiale bellissimo.
Dulcis in fundo il nostro Palermo, che in mezzo a mille traversie è riuscito a buttar via una qualificazione in Champions’ che sembrava lì da prendere, ha regalato gare memorabili e prestazioni allucinanti, ma che alla fine è sempre lì, nell’Olimpo del calcio italico, a cercare di conquistare ancora l’Europa. Che poi è inutile se la butti via contro undici dilettanti dopolavoristi cechi della Skoda.
Che il 2008 spazzi via tutto il brutto del 2007, e ci lasci tutto il meglio.
Che spazzi via tutta la tristezza dalle nostre vite e ci regali lavoro, salute, soldi e felicità.
Forse è chiedere troppo, ma come mi ha scritto poco fa un’amica in un sms, sperare non costa nulla.
Auguri a tutti.