lunedì, 20 aprile 2009
AMELIA  7: Solo due pratiche passano sulla sua scrivania in novanta minuti: un velenoso tiro da fuori di Di Vaio e un colpo di testa ravvicinato di Marchini. Entrambe vengono sbrigate con classe, sicurezza ed efficacia. Dopo Buffon e Julio Cesar ci sono lui e Frey. Il resto fa numero.

KJAER  8: Di Vaio chi? Non so cosa dicano di lui in Danimarca, ma qui da noi è certo che questo ragazzo educato, semplice e con la faccia pulita sta stupendo tutti gli osservatori domenica dopo domenica. Si adatta in modo stupefacente anche alla difesa a tre e trova la terza marcatura dell'anno grazie alla sua furbizia sotto porta. Se manterrà anche l'umiltà che sta dimostrando, è destinato a diventare uno dei più grandi centrali del mondo.

CARROZZIERI  7,5: Della presenza in campo di Marazzina ci accorgiamo solo quando l'attaccante felsineo si presenta davanti a Brighi per protestare per un fallo inesistente sul gol di Kjaer. Rispetto alle ultime partite, stavolta il gigante della difesa rosanero non si distrae e lascia ben poco allo spettacolo. Fa bene Ballardini a risparmiarlo per il Milan, visto che non stava benissimo fisicamente.
(MORGANELLA  6: Benvenuto in rosanero. La sufficienza è di stima e di incoraggiamento, vista la sua breve apparizione in campo. Ma il suo inserimento è la dimostrazione che Ballardini vuole trasformare il Palermo nell'Arsenal italiano. Speriamo che ci riesca. Il ragazzo svizzero mostra nei suoi pochi minuti in campo buona gamba e discreta grinta. Il melone pare buono).

BOVO  6,5: L'unico del Palermo a giocare un po' sottotono. Commette alcune leggerezze che potevano costar care, la più grave delle quali su Marchini in area di rigore nella ripresa (...calcio negli zebedei...dolore e rigore!...). Nel complesso merita comunque la sufficienza abbondante. Ci prova senza fortuna su punizione, ma fa bene ad insistere: segnerà magari proprio quando serve.

CASSANI  7,5: La posizione avanzata ne esalta le doti di corsa. Dal suo lato opera il pericoloso Valiani, che parte baldanzoso e finisce bastonato. Sponda ideale per le zingarate di Cavani, serve di testa a Succi il cioccolatino del 3-0. Rivedendo il replay si apprezza ancora di più il suo gesto tecnico: era davvero l'unica cosa che poteva fare, e l'ha fatta come meglio non poteva.

LIVERANI  8: Abbiamo decisamente esaurito gli aggettivi. Ormai basta solo citare ciò che fa. Nel caso specifico la punizione millimetrica per la testa di Cassani sul 3-0, e il lancio chirurgico per l'inserimento in area di Balzaretti. Oltre a queste due gemme di classe purissima, il quarterback rosanero si fa beffe di tutto il centrocampo bolognese, che commette l'errore di dimenticarsi di lui. Uno sbaglio che credevo Papadopulo non commettesse.

MIGLIACCIO  7: E ti pareva che non gli toccava il più nerboruto tra gli avversari! Stavolta al gladiatore rosanero tocca duellare con il congolese Mudingayi, e l'ex atalantino tiene botta da par suo, non abbassando mai il ritmo di corsa e recuperando anche qualche utile pallone davanti la difesa. Ottimo il suo senso della posizione in area sui calci piazzati. Sfiora il gol con un gran tiro da fuori.

BALZARETTI  7,5: Il suo duello con Zenoni prima e con Marchini poi infiamma la partita e il pubblico del Barbera. Il primo viene contenuto, il secondo invece gli crea qualche grattacapo. Federico garantisce ormai uno standard ottimale per tutta la gara, non tirando mai indietro la gamba in fase difensiva ma soprattutto inserendosi con martellante continuità in avanti. Attacca la profondità come una punta, e nel primo tempo Liverani gli serve su un piatto d'argento un'assist imperiale: peccato che il Balza lo sprechi. E se si fosse tenuto il gol buono per San Siro?

TEDESCO  8:
Il piccolo grande uomo trova la sua domenica più bella. In una giornata in cui avrebbe come al solito occupato il suo posticino in panca, il picciotto di Pallavicino gioca dal primo minuto e per giunta in un ruolo non suo. L'idea geniale di Ballardini è quella di fargli fare “il Simplicio”, spostandolo come vertice alto del rombo di centrocampo. Lì Tedesco trasforma la sua partita in un crescendo rossiniano di valore assoluto, ispirando le punte, rubando palloni in quantità e pressando anche su Volpi, cancellato dal campo. L'ovazione alla sua sostituzione è uno dei ricordi più belli della sua carriera, e anche chi era sugli spalti difficilmente lo dimenticherà.
(HERNANDEZ  7,5: Finalmente ha tempo e spazio per dimostrare le sue doti, e accidenti se le dimostra! In poco più di mezz'ora fa letteralmente ammattire i malcapitati difensori rossoblù, già lavorati ai fianchi dalla ditta Cavani-Succi. Pregevole soprattutto una sua azione in percussione centrale con un doppio tunnel e una veronica. Si permette anche un “sombrero” a Marchini. Così gli perdoniamo anche quel liscio orrido in area di rigore).

CAVANI  7: Gara tutta sostanza e volontà, non appariscente dal punto di vista delle occasioni da rete ma sicuramente lodevole per la voglia di rendersi utili alla squadra. Bellissima una sua azione personale nel primo tempo conclusa sull'esterno della rete. Trova nel recupero il giusto premio alla sua bellissima partita mettendo in rete il suo 13esimo sigillo stagionale. In classifica marcatori il suo nome è accanto a quello di Mutu. Giuro che se qualcuno me l'avesse detto gli avrei misurato la febbre.

SUCCI  7,5: Anche lui cresce imperiosamente partita dopo partita. L'impressione è che lui stesso si stia finalmente convincendo di essere un giocatore che può stare degnamente in serie A. Personalmente apprezzo il suo modo di stare in campo, il suo gioco essenziale e senza fronzoli e la capacità di prendere sempre il tempo al difensore avversario. Nel primo tempo quasi spezza la traversa con una mina da 25 metri, e nella ripresa piomba come un falco sull'assist di Cassani scaraventandolo sotto la traversa. Speriamo che Ballardini e la società credano in lui.
(SAVINI  6: Anche lui si fa trovare pronto all'uso quando serve. In panchina sta dietro un vetro con la scritta “Rompere per congelare il risultato”. Poco appariscente, ma non sbaglia nulla di nulla).

All.BALLARDINI  8: Geniale l'impiego di Tedesco. Azzeccatissimo il modulo d'emergenza per l'assenza di Miccoli. Coraggioso nel cambio di Hernandez. Accorto nel risparmiare Carrozzieri. Lungimirante nella scelta di Morganella. Umile e concreto nelle dichiarazioni del dopopartita. Una domenica bestiale!

BOLOGNA (3-5-2): Colombo 6; Belleri 4,5 (Marchini 6,5), Moras 5, Terzi 4,5; Zenoni 5, Mudingayi 6,5, Volpi 4,5, Amoroso 5 (Adaliton sv), Valiani 5; Marazzina 4 (Osvaldo 5), Di Vaio 5,5; All. Papadopulo 6 (...di stima...lo attende un compito quasi impossibile).

ARBITRO BRIGHI  di Cesena  6: Bene per tutta la gara, commette un errore sul contatto di Bovo su Marchini in area del Palermo. Per il resto gestisce cartellini e gioco con sicurezza e autorità.
postato da: gidago alle ore aprile 20, 2009 22:05 | Permalink | commenti
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lunedì, 13 aprile 2009
AMELIA  7: Punito due volte senza colpe da Balotelli e Ibra, sbriga con sicurezza da Nazionale tutto il resto, dicendo no ad un tiro ravvicinato dello svedese nel primo tempo e dando serenità alla difesa durante i pochi attacchi nerazzurri nel secondo. Se c'è uno che merita l'Europa è lui.

CASSANI  6,5: Asfaltato da Maxwell nell'allucinante primo tempo, entra in partita solo all'inizio della ripresa, spostato da Ballardini a centrocampo nel 3-4-3 ridisegnato dal tecnico. Da lì in poi qualche tifoso dell'Inter avrà pensato che Maicon si fosse improvvisamente ripreso dall'infortunio e che si fosse però divertito a giocare con la maglia del Palermo. Mezzo voto in più per l'assist “chirurgico” per Cavani in occasione del primo gol.

CARROZZIERI  5,5: Sconcertante il modo in cui si fa uccellare da Balotelli in occasione del primo gol. E non è l'unico errore del gigante rosanero, che per tutto il primo tempo soffre la mobilità e la vivacità del giovane avversario, che non gli dà punti di riferimento chiamandolo spesso fuori posizione. L'ingresso di Bovo e il passaggio “a tre” dietro gli dà finalmente quella sicurezza che cercava, e nella ripresa torna ad essere il solito implacabile martello, non sbagliando più nulla e anzi dando lui scosse psicologiche ai compagni.

KJAER  5,5: L'effetto San Siro si fa sentire anche per uno come lui che sembra avere il Paraflù nelle vene. Simon infatti affronta in singolar tenzone Sua Maestà Zlatan, che gli infligge una dura lezione soprattutto nella prima mezz'ora di gara. Anche lui, come Carrozzieri, si giova dell'ingresso di Bovo per riacquistare sicurezza. Ma nel finale rischia il pasticciaccio, entrando da dietro in area di rigore su un'incursione di Santon. Una giovanile follia che non ha pagato dazio solo per l'inesperienza dell'imberbe nerazzurro, che è rimasto in piedi: un altro giocatore più esperto si sarebbe certamente buttato subito, e ovviamente (essendo l'Inter) l'arbitro il rigore l'avrebbe dato.

BALZARETTI  6,5:
Vedi Cassani. Annientato dal suo dirimpettaio nel primo tempo (...a proposito, occhio a questo Santon, è un predestinato...) torna prepotentemente protagonista nel secondo, dopo il suo spostamento a centrocampo. Rispetto a Cassani, nella disgraziata prima parte di gara ha cercato di lottare un po' di più.

LIVERANI  5: Gioca solo 25 minuti e poi si fa male al tendine d'Achille. Fino a quel momento sullo schermo radar di San Siro non si avevano avuto tracce di lui, annichilito dal pressing altissimo delle furie interiste e minimamente aiutato dai compagni di reparto.
(BOVO  6: Una compressa di aspirina per una difesa più che febbricitante. Il centrale romano entra in campo mentre infuria la bufera e ci mette subito lo spirito giusto, senza ricami o inutili orpelli. Sostanza, precisione e tanta concentrazione. Proprio quello che serviva agli storditi compagni di reparto).

MIGLIACCIO  5: Incrocia i guantoni con Muntari. E le prende di santa ragione. Fallo da rigore compreso. Per un tempo sembra di rivedere Rocky picchiato selvaggiamente da Apollo Creed. Nell'intervallo Ballardini si trasforma in un allenatore di boxe e getta la spugna, decretandone il ko tecnico e lasciandolo negli spogliatoi. Decisione più che azzeccata.
(BRESCIANO  7: Il granellino di sabbia che fa grippare il lucente motore interista. L'australiano si traveste da guastatore e comincia a vivisezionare il centrocampo avversario con tagli e inserimenti continui, come se avesse non gli scarpini ma dei cingoli. Si ritrova accanto il compagno di merende parmensi Simplicio, e come d'incanto riacquista la voglia di essere decisivo. Imbarazzante vedere uno come Vieira ridicolizzato in quel modo. L'erba di San Siro, per lui, è sempre la più verde).

NOCERINO  5,5:
Zanetti è giocatore esperto e atleta di valore, e l'ex juventino va subito in debito d'ossigeno cercando di frenare il capitano della nazionale “albiceleste”. Travolto dalla marea nerazzurra cerca di tenere botta a suo modo, riconquistando palla e cercando di far alzare un po' la squadra quando Ballardini lo sposta al centro al posto di Liverani. Un compito che gli riesce solo a tratti, finchè un infortunio muscolare lo mette definitivamente fuori gioco. Speriamo rientri presto.
(SUCCI  7: La classe operaia finalmente va in Paradiso. Per lui, che doveva giocare in Lega Pro con il Ravenna, la soddisfazione di un gol storico a San Siro, di quelli da raccontare un giorno ai nipotini davanti al fuoco. Oltre al gol, con allegata magra figura per Chivu, tanto movimento e tanti palloni giocati in modo lucido e concreto. L'altra variabile impazzita, sfuggita ai calcoli matematici dell'uomo di Setubal).

SIMPLICIO  6: Totalmente invisibile per i primi 45 minuti, giganteggia per tutta la ripresa spostandosi in mezzo al campo a supporto di Bresciano. Rinfrancato dallo spostamento all'indietro davanti alla difesa, il brasiliano comincia a sfuggire come un'anguilla al pressing nerazzurro e diventa il vero supporto su cui si appoggiano gli attacchi rosanero.

CAVANI  6,5: Sembrava una di quelle giornate, l'ennesima, in cui eravamo rassegnati a smoccolare per novanta minuti appresso alle sue giovanili ubbie. Ma d'improvviso, un fulmine a ciel sereno: una legnata terrificante da trenta metri calciata quasi da fermo, che obbliga Toldo ad una deviazione da campione. Da lì in poi il Matador ha messo il turbo, e per la difesa interista si è fatta notte fonda.

MICCOLI  7,5: Pregasi vedere e rivedere il gesto atletico e tecnico ai limiti dell'umano con cui ha rimesso al centro la palla per il gol di Succi. Già da solo quello basterebbe a giustificare il voto. Ma oltre a quello ha fatto tanto altro. La settimana scorsa scrissi che mi auguravo che avesse tenuto qualche colpo in canna per stupire San Siro: avevo ragione.

All. BALLARDINI  6: Nel primo tempo il suo Palermo si schianta contro l'Inter come un moscerino contro il parabrezza di un Tir. Il suo collega portoghese per 45 minuti gli dà una severa lezione di tattica, dominando la gara in ogni zona del campo. Poi, costretto anche dagli infortuni, sceglie il “pazzo” 3-4-3 e ribalta totalmente le carte sul tavolino del Meazza. E diventa improvvisamente lui lo “Special One”. L'apporto di Bresciano lo aiuta nel suo piano strategico, e la volontà di ferro del “soldato Succi” completa l'opera. Una bella soddisfazione, ma gli errori del primo tempo devono essere un monito per il futuro (leggi Milan).

INTER (4-3-1-2): Toldo 6; Santon 6,5, Cordoba 6,5, Chivu 5, Maxwell 6,5 (Crespo sv); J.Zanetti 6, Cambiasso 6, Muntari 6 (Figo sv); Stankovic 5; Ibrahimovic 6,5, Balotelli 6,5 (Vieira 4,5); All. Mourinho 5.

ARBITRO RUSSO di Nola 6: Era la prima volta che dirigeva l'Inter nella sua carriera, e non nascondo che la cosa mi preoccupava parecchio. Un arbitraggio poco casalingo avrebbe potuto anche compromettergli la carriera. Invece il fischietto campano ha diretto in modo equilibrato e preciso, con l'unico problema che non ha dato all'Inter il rigore che c'era e gli ha dato forse quello che non c'era.
postato da: gidago alle ore aprile 13, 2009 21:24 | Permalink | commenti (1)
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giovedì, 09 aprile 2009
AMELIA  7: Decisivo come è giusto che sia in partite come queste, in cui l'importanza di un gol è  direttamente proporzionale a quella delle prodezze di chi deve difenderlo. Il portierone rosanero dice no al tacco di Ventola con un riflesso da cartone animato, e nel primo tempo è attento sul proprio palo a non farsi sorprendere. Ora lo aspetta il palcoscenico di San Siro e la sfida con Ibra.

BALZARETTI  6,5: Sembra una macchina con la convergenza da rifare. Schierato a destra per necessità, ogni volta che tocca palla si dirige quasi istintivamente verso il centro del campo piuttosto che fare la fascia di competenza. E' un mancino naturale e non c'era bisogno della gara di domenica per scoprirlo. Fa comunque fino in fondo il suo dovere, annullando il timido Rubin e scaldando anche i guantoni di Sereni con un tiro dal limite.

CARROZZIERI  6: Ingaggia con Stellone un duello tutto grinta e muscoli, e lo vince senza storia. Ma commette due ingenuità difensive che potevano costare carissime ai compagni. Per fortuna non paga dazio. Solita ammonizione, stavolta meritata.

KJAER  7: Ennesima giornata in ufficio per il giovane danese, che tiene il campo con un'eleganza e una disinvoltura a volte disarmante. Gli manca solo il doppiopetto e la ventiquattr'ore in mano: per come gioca non si sgualcirebbe nemmeno il vestito. Simon riesce a strappare applausi anche a Ghito Vernazza: uno che di stopper se ne intende.

SAVINI  5,5: Prova in chiaroscuro per l'ex difensore del Napoli, che aveva la grande occasione per giocare una partita intera dal primo minuto. Una chance sfruttata però non al meglio. Troppo timido nelle incursioni offensive, ha sofferto più del dovuto la vivacità di Abate, che soprattutto nel secondo tempo è stata la vera spina nel fianco della retroguardia rosanero.

MIGLIACCIO  6,5: In un certo senso ce l'ho un po' con lui, perchè con la sua grande partita ha contribuito ad annullare l'estro del “nostro” Corini, ma il calcio è questo. Giulio gioca per noi ed EuGenio per loro, e così doveva essere. Ancora una volta il nostro Gladiatore ha confermato di essere una pedina più che preziosa.

LIVERANI  6,5: Il centrocampo del Toro prova a mordere con l'aggressivo Dzemaili, ma il quarterback rosanero gioca una partita efficace e di grande livello, permettendo al Palermo di essere pericoloso anche contro una squadra totalmente trincerata dietro la linea della palla.

NOCERINO  7,5: Prosegue il mio personale percorso di penitenza nei confronti del centrocampista campano. Per quante volte l'ho criticato, altrettante volte mi impegno ad elogiarlo per i progressi che sta facendo e per le prestazioni eccellenti che sta inanellando. Domenica ha sentito forse aria di derby, e ha letteralmente giganteggiato in mezzo al campo, toccando una miriade di palloni e facendo un centinaio di chilometri. Ragguardevoli un paio di diagonali sul lato debole per fermare altrettante ripartenze granata. Ora lo voglio vedere grandissimo a San Siro. Spero non mi deluda.

SIMPLICIO  6,5: Solito rebus difficile da risolvere per tutti, figuriamoci per un Torino dimesso e votato solo a difendersi. Il brasiliano non fa cose eclatanti, ma contribuisce a tenere sempre in apprensione una difesa che ha comunque tenuto egregiamente. Perfetto il cross per il colpo di testa di Cavani: l'intesa tra i due sudamericani sta diventando sempre più importante.
(TEDESCO  sv: Per Giovannino la solita “Coppa Giacomazzi”)

CAVANI  7,5: Finalmente vivo e vitale, Edinson tocca quota undici gol in campionato (...non ci avrei scommesso un euro!...) grazie ad una rete di una difficoltà insensata. Per una volta riesce persino ad oscurare le gesta del suo compagno di reparto.
(MCHEDLIDZE  sv: Gettone di presenza. Tocca pochi palloni e nessuno decisivo).

MICCOLI  5,5: Per una volta si prende una domenica di riposo. Non possiamo avercela con lui. Ci piace pensare che si sia riservato i suoi colpi migliori per stupire San Siro. Lo “Special One” lo aspetta.

All.BALLARDINI  6,5: Tatticamente ineccepibile la scelta di puntare su Savini, spostando Balzaretti a destra. Peccato che la giornata di scarsa vena dell'ex difensore del Napoli non abbia premiato la sua scelta. Era comunque una gara troppo delicata per puntare su un “absolute beginner” come Morganella. Come al solito è difficile capire la sua strategia dei cambi.

TORINO (4-4-2): Sereni 6; Rivalta 6, Natali 6, Franceschini 6 (Di Loreto 5,5), Diana 5,5; Abate 7, Corini 6 (Ventola 5,5), Dzemaili 6,5, Rubin 5,5; Rosina 4 (Gasbarroni 6,5), Stellone 5; All.Camolese 6.

ARBITRO DE MARCO di Chiavari  6,5: Bravo sia nella gestione tecnico tattica, sia nella gestione dei cartellini: tanti ma tutti ben motivati. Attento a non cadere nel trappolone di Ventola, gli si può rimproverare soltanto di essere troppo in mezzo all'azione, disturbando spesso i giocatori.
postato da: gidago alle ore aprile 09, 2009 18:32 | Permalink | commenti (1)
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