I sogni muoiono all’alba. E a volte il risveglio è doloroso. Ne sa qualcosa la Svizzera, prima squadra a salutare ufficialmente la competizione europea. E da padrona di casa, dettaglio NON trascurabile che accresce la mia fiducia in una manifestazione che premi realmente chi merita. Per ora, devo dire, ho visto arbitraggi non eccezionali ma sufficienti, segno che qualche speranza in tal senso c’è. Certo, il campo di gioco di ieri di Svizzera-Turchia mi fa pensare che per sospendere una partita per impraticabilità del campo occorre Noè in panchina e l’Arca ormeggiata fuori dallo stadio, ma il “business” vuole così.
“Mamma li turchi” dunque, ma la vittoria della truppa-Terim va oltre il gol “scattiato” al 92esimo da un ventenne semisconosciuto, e premia l’atteggiamento della squadra, che ha disputato un secondo tempo davvero tutto cuore e grinta. Speriamo che nel ritiro azzurro (da dove si levano scudi in difesa di Donadoni e proclami di riscossa) qualcuno abbia visto e abbia preso nota: “vi vogliamo così”, come cantano spesso i tifosi.
Ora i turchi se la giocheranno alla pari con i cechi, e la partita promette spettacolo. Tra l’altro le due squadre arrivano alla sfida in parità anche come differenza reti, quindi, se dovessero pareggiare, si andrebbe direttamente ai calci di rigore per decidere chi va ai quarti di finale. Una sottigliezza regolamentare mai verificatasi e particolarmente affascinante.
Mi è piaciuto di nuovo questo Sionko. Peccato che abbia già 31 anni, perché sarebbe da prendere di corsa. Anche perché ha salutato i Rangers di Glasgow per andare al Copenaghen. Palermo non gli piacerebbe?
Per una squadra che saluta, la Svizzera, un’altra fa trionfale ingresso nei quarti di finale. Il Portogallo del “triumvirato” Ronaldo-Deco-Quaresma castiga una bella Repubblica Ceca e fa la voce grossa, confermando che, come diceva l’amico Puglisi, i giocatori di classe saranno un po’ anarchici tatticamente e non terranno bene le distanze, ma alla fine ti portano a casa il bottino. Quindi, se hai la fortuna di averli, sei un suicida se li tieni in panca a giocare a rubamazzo. Lo avrà pensato anche Abramovich (che con Puglisi ha in comune solo l’iniziale del nome di battesimo) che si è prontamente precipitato a scritturare Luis Felipe Scolari per il suo Chelsea. E il sito dei Blues, con una sparata a dir poco grottesca, ha scritto: “noi lo annunciamo, ma per delicatezza non diciamo quanto guadagnerà fino alla fine dell’Europeo”. Non c’è più religione.
E a proposito di religione, sapete come si chiama il secondo portiere del Portogallo. Espirito Santo! Legittimo chiedersi se in porta fa miracoli.
Parlando di “sparate”, è particolarmente grave quella di ieri di tal Michael Zewlakow, difensore della Polonia. Intervistato da un quotidiano del suo paese ha detto più o meno: “La partita con l’Austria sarà una guerra, e la guerra finirà solo quando ci troveremo nel pullman a partita finita”. Domanda a “Monsieur” Platini: invece di blaterare “ad muzzum” su fair-play, arbitraggi ed altre amenità, perché non dare un segnale squalificando per dieci giornate questo individuo? Questo sì che sarebbe un segnale per i giovani. Dopodichè organizzare per il signor Zewlakow una bella gita-premio ai campi di concentramento nazisti che nel suo paese abbondano. E spiegargli cosa sia una guerra. Vera però.
Chiudo con un ricordo doveroso e doloroso per i poveri operai morti a Mineo mentre facevano il loro duro lavoro. Questo è un paese dove “qualcuno” muore sommerso di melma e “qualcun altro” guadagnerà 24 milioni di euro in 4 anni standosene comodamente seduto sul suo yacht. Chiamatemi qualunquista, ma io la penso così.






